Idee e consigli
Che cosa significa “Dyke”? Significato e uso rispettoso
“Dyke” è una parola gergale inglese per indicare una persona lesbica. Alcune persone lesbiche e queer la usano con orgoglio per definirsi. Altre la considerano un insulto o non vogliono essere chiamate così. Perciò, quando parli di un’altra persona, non usare la parola senza averglielo chiesto: scegli l’autodefinizione che sai che usa oppure, se è appropriato, dì “persona lesbica”.
Perché la parola può essere recepita in modi diversi
Il termine è stato usato come insulto e alcune persone lo hanno poi rivendicato come autodefinizione. Il Queer Lexikon in lingua tedesca descrive questa evoluzione. Questo, però, non significa che oggi tutti trovino piacevole la parola.
Una parola scelta per definirsi e un insulto possono coesistere nella storia di un termine. Una persona può usarla in senso positivo per parlare di sé, mentre un’altra può non voler essere identificata così. Le tue buone intenzioni non sostituiscono il rispetto di questo limite personale.
Come usare la parola nel modo giusto
- Parli di te: Se “Dyke” ti rappresenta, puoi usarla per definirti. Non devi giustificare la tua scelta di parole né spiegarla pubblicamente.
- Parli di un’altra persona: Usa “Dyke” solo se sai che quella persona vuole essere definita così. Altrimenti, è meglio usare l’autodefinizione che sai che preferisce. Se non la conosci, usa il suo nome e ometti l’etichetta. Anche “lesbica” non va dato per scontato.
- Spieghi la parola o la citi: Chiarisci che stai parlando di un’espressione, anziché usarla come etichetta per una persona presente. In una citazione può essere importante riportare la parola; in quel caso, il contesto dovrebbe essere chiaro.
Esempi di possibili frasi nelle situazioni quotidiane
Una conoscente ti dice: “Mi definisco Dyke”. Puoi rispondere a quello che ti ha spiegato senza usare la parola per rivolgerti a lei. Se in seguito non sai se vuole che anche altre persone la chiamino così, continua a usare il termine che usa di solito. Il fatto di avere un rapporto confidenziale non chiarisce automaticamente la questione.
Scrivi di una persona e non conosci l’autodefinizione che usa. Invece di fare supposizioni, usa il suo nome. Se conoscere la sua autodefinizione è davvero importante per il tuo testo, puoi chiederglielo.
Hai usato la parola e ti accorgi che non è stata gradita. Basta una risposta breve: “Scusa, non userò questa parola per riferirmi a te”. Non serve aggiungere una lunga giustificazione né aspettarsi che l’altra persona ti rassicuri.
Una parola nel profilo non è un invito a usarla sempre
Se trovi la parola in un profilo, sai che quella persona la usa per definirsi in quel contesto. Non sai ancora se vuole che anche le persone sconosciute la chiamino così. Puoi scriverle un messaggio gentile facendo riferimento a un interesse che avete in comune, senza trasformare subito quell’etichetta in un soprannome.
Se hai dei dubbi
Se è importante sapere come chiamare una persona, chiediglielo brevemente e senza metterle pressione: “Quali parole usi per definirti?” oppure “Vuoi che usi questa parola per riferirmi a te?”. L’altra persona può rispondere in modo conciso o non voler approfondire. Se l’informazione non serve in quella situazione, puoi semplicemente scegliere una formulazione neutra.
Non devi chiedere a nessuno di spiegarti di persona la storia o il significato della parola. E se stai pensando di usare “Dyke” per definirti, non c’è fretta né alcun obbligo di decidere. Puoi provare a usarla, continuare a farlo oppure cambiare idea. Ciò che conta è scegliere la definizione che senti più tua.